Martedì 23 Ottobre 2012 20:35

La colpa è sempre dei genitori?

di Monica Fusco


La colpa è sempre dei genitori?


Alle mamme e i papà che sentono di avere ogni responsabilità nella vita di un figlio.

 


E’ vero, i genitori hanno un grande potere nelle loro mani e possono incidere in modo positivo e/o negativo sulla crescita del proprio bambino. Le persone costruiscono la propria individualità nel contesto delle relazioni con gli altri e si può dire con sufficiente sicurezza che a lasciare l’impronta più profonda nella vita di ognuno è il legame con mamma e papà. Per un bambino i genitori sono al di sopra di tutto, rappresentano per lui punti di riferimento insostituibili e modelli a cui ispirarsi per imparare giorno dopo giorno a muoversi nel mondo.


Sarebbe quindi sbagliato pensare che un bambino non subisca l’influenza dei genitori e che il suo modo di essere e di comportarsi abbiano esclusivamente origini genetiche. Frasi come “è fatto così”, “è il suo carattere”, in genere nascondono la credenza che il bambino sia immune ai condizionamenti provenienti dall’ambiente che lo circonda. Ma sarebbe altrettanto sbagliato pensare che quello che vostro figlio diventerà dipenda unicamente da voi. Che a tutte le vostre azioni corrisponderanno delle conseguenze irreparabili. O che quanto di negativo sta accadendo al vostro bambino sia certamente il risultato di un vostro sbaglio o persino di qualcosa che non avete fatto e che avreste potuto e dovuto fare.


Il vostro bambino prende brutti voti a scuola, risponde male alle maestre oppure è aggressivo con i compagni? “In che cosa ho sbagliato?” risponde di solito il genitore che vive attanagliato dai dubbi e dai sensi di colpa, a prescindere da quali siano le sue effettive responsabilità. I motivi invece possono essere tanti (e non per forza preoccupanti) perché i comportamenti nascono dall’intreccio di più variabili. Ciò che siamo è il risultato della reciproca interazione tra il nostro temperamento, che un po’ come un “marchio di fabbrica” definisce sin dalla nascita il nostro stile personale, e l’ambiente in cui siamo inseriti, inteso come totalità delle persone che ne fanno parte. Tutte queste influenze non agiscono in modo separato, ma si fondono e si mescolano in modo complesso.


E’ estremamente importante che il genitore si ponga delle domande, riflettendo sul significato che il proprio comportamento può assumere per il figlio e di conseguenza sull’effetto che può avere. Ma essere capaci di un pensiero critico sulle cose non significa per forza rivolgere accuse. Significa riconoscere il proprio contributo all’interno di un problema e riuscire a delimitarlo, individuando dove inizia e dove finisce. Non vuol dire cercare il colpevole e trovarlo inevitabilmente in se stessi. Il genitore che pensa di essere l’unico responsabile nei confronti del figlio e di ciò che gli accade non riconosce che il bambino invece ha un ruolo nelle proprie scelte. Lasciarsi guidare dall’idea che un figlio, per quanto piccolo, non possa essere responsabile delle proprie azioni equivale a credere che non sia capace di esercitare un potere autonomo su se stesso e sulla vita che conduce. Inutile dire che per il bambino invece è importante sentire di poter orientare le proprie azioni e scelte e vedersi così affidata una parte da protagonista nella costruzione del proprio futuro. Quindi un genitore responsabile non è un genitore pronto a sentirsi colpevole, ma una mamma o un papà che s’impegna duramente ogni giorno per garantire al proprio bambino il meglio di cui è capace, consapevole però che dopotutto rimaniamo padroni della nostra vita, e che anche i figli non fanno eccezione.


Monica Fusco