Venerdì 12 Ottobre 2012 18:15

Educazione sessuale alle elementari: sì o no?

di Davide Sacchelli


Educazione sessuale alle elementari: sì o no?

 

Nelle nostre teste di adulti galleggia l’idea che i bambini siano come gli angeli, asessuati, fino a che non raggiungono la maturazione fisica nel corso dell’adolescenza. Ci ostiniamo a pensarlo nonostante siano passati 106 anni dai Tre saggi sulla teoria sessuale di Freud che sostengono il contrario. E nonostante abbiamo dovuto, giusto qualche annetto fa, frequentare la scuola elementare e confrontarci con i nostri colleghi-bambini circa svariati argomenti attinenti la sessualità dei quali magari ancora ricordiamo qualcosa…

 


Il fatto è che l’idea della sessualità spaventa molto i genitori e gli insegnanti. Uno dei timori più frequenti è che il bambino o la bambina crescano troppo velocemente se esposti a conoscenze relative alla sessualità. Paura ampiamente condivisa sia da genitori ferventi cattolici sia da atei impenitenti, in ogni ambiente culturale e presso ogni tipo di classe sociale.


Nonostante la “ventata di ottimismo” prodotta dagli anni ’70, oggi il sesso è ancora qualcosa che “si fa ma non si dice”, qualcosa che deve essere nascosto, maneggiato con cura perché contiene qualcosa di pericoloso o… di vergognoso forse. Nonostante sia un dato di fatto che la sessualità appartiene alle nostre vite, ai nostri pensieri e ai nostri corpi, riteniamo generalmente che il sesso sia qualcosa che richiede un certo grado di maturità e che non possa essere trattato “alla leggera”.


Ma i bambini delle elementari parlano di argomenti legati alla sessualità con i loro coetanei molto spesso e molto più precocemente di quanto vorrebbero gli adulti. Certo, ne parlano di nascosto, perché sanno benissimo, a loro volta, che si tratta di un argomento tabù, ma ne parlano.


Conosco molti genitori che a un certo punto hanno deciso di prendere in mano la situazione e di spiegare ai loro figli come nascono i bambini, ma si sono trovati in grande imbarazzo. Spesso si sono sentiti rispondere “guarda che lo so già.”


E come potrebbe essere altrimenti? Come è possibile pensare che un bambino che frequenta la scuola elementare non sappia niente della sessualità? I piccoli, come i grandi, sono continuamente esposti a stimoli relativi alla sessualità che arrivano dalla televisione, dai testi delle canzoni… e anche dai cartoni animati! Prima o poi, che ci piaccia o no, la curiosità per ciò che non viene mai detto chiaramente ma sempre trasmesso “tra le righe”, nasce, e deve trovare risposta.


Con il passare degli anni (pochi), i bambini imparano a usare i computer. Intorno ai 10-11 anni, quando ha inizio la cosiddetta fase della pre-adolescenza utilizzano internet, chattano con i loro coetanei, pubblicano i propri profili su Facebook, hanno quindi modo di trovare le risposte che cercano e di entrare in contatto con la sessualità molto più precocemente di quanto non sia capitato alla generazione dei loro genitori, ma si tratta di una sessualità spesso aberrante, eccessiva e surreale e che non ha niente a che vedere con quella “vera” che concerne il corpo, la fisicità, l’attrazione, la relazione con l’altro/a, l’innamoramento, la procreazione forse…


Nel corso della mia esperienza professionale mi è capitato di parlare con molti adolescenti e di rendermi conto che in moltissimi di loro sussiste una apparente sovra-informazione relativa alla sessualità, accompagnata però da una completa ignoranza delle questioni più elementari legate per esempio all’anatomia, ai cicli biologici femminili, alla fertilità, all’uso dei contraccettivi… e soprattutto all’affettività.

Senza doversi dilungare troppo sui rischi legati a gravidanze precoci e indesiderate, credo che il pericolo maggiore al quale vanno oggi incontro le nuove generazioni, circa l’argomento della sessualità, sia quello di comportarsi come un treno che va fuori strada, un treno che “deraglia”.
Informazioni distorte e lacunose creano a loro volta aspettative distorte e lacunose che sono destinate a creare fraintendimenti e a rendere molto difficili le relazioni tra coetanei e/o tra partners.
La sessualità appresa attraverso internet o tramite le opinioni non sufficientemente autorevoli dei coetanei, è troppo spesso una sessualità “meccanica” che non permette una vera conoscenza dell’argomento e crea idee sbagliate e aspettative che verranno inevitabilmente frustrate.


Ecco perché sarebbe utile iniziare a fare educazione sessuale alle elementari.


Per evitare che un treno “deragli”, sono necessari binari solidi che garantiscano al mezzo di potere procedere lungo il proprio percorso in modo sicuro e spedito.


Inoltre sono convinto che “prevenire è meglio che curare”. Sempre.


Davide Sacchelli, psicologo e psicoterapeuta